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Sovraindebitamento e Codice della crisi: quali procedure sono oggi disponibili?

  • Immagine del redattore: Studio Legale
    Studio Legale
  • 25 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

La disciplina del sovraindebitamento ha subito un’evoluzione significativa con l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Oggi il sistema normativo prevede strumenti strutturati e differenziati per consentire ai soggetti non fallibili di affrontare situazioni di grave difficoltà economica.

Comprendere quali procedure siano attualmente disponibili è fondamentale per orientarsi correttamente nel quadro giuridico vigente.

Che cosa si intende per sovraindebitamento

Per sovraindebitamento si intende una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, tale da determinare l’impossibilità di adempiere regolarmente ai propri debiti.

La disciplina è rivolta a soggetti che non possono accedere alle procedure concorsuali maggiori, come ad esempio:

  • consumatori;

  • professionisti;

  • imprenditori minori;

  • imprenditori agricoli;

  • start-up innovative nei limiti previsti dalla legge.

La ristrutturazione dei debiti del consumatore

La ristrutturazione dei debiti del consumatore è una procedura riservata alla persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.

Essa consente di proporre un piano di rientro sostenibile, da sottoporre all’omologazione del giudice, sulla base della situazione patrimoniale e reddituale del debitore.

Elemento centrale è la meritevolezza: il giudice valuta la condotta del debitore e le cause dell’indebitamento.

Il concordato minore

Il concordato minore è destinato ai soggetti diversi dal consumatore (ad esempio piccoli imprenditori o professionisti).

La procedura consente di formulare una proposta ai creditori per la ristrutturazione dei debiti, che viene sottoposta al voto degli stessi e successivamente all’omologazione giudiziale.

Si tratta di uno strumento volto a favorire la continuità dell’attività economica, ove possibile.

La liquidazione controllata del sovraindebitato

Quando non vi siano le condizioni per una ristrutturazione, l’ordinamento prevede la liquidazione controllata.

In tale ipotesi, il patrimonio del debitore viene liquidato secondo le regole stabilite dal Codice della crisi, con la possibilità – al ricorrere dei presupposti – di ottenere l’esdebitazione finale.

La procedura è sottoposta al controllo dell’autorità giudiziaria e degli organi nominati.

L’esdebitazione

L’esdebitazione consente al debitore meritevole di ottenere la liberazione dai debiti residui non soddisfatti all’esito della procedura.

La legge prevede specifici requisiti e condizioni, tra cui:

  • correttezza e buona fede nella formazione dell’indebitamento;

  • collaborazione con gli organi della procedura;

  • assenza di atti in frode ai creditori.

Si tratta di un istituto che mira a favorire il reinserimento economico del soggetto sovraindebitato, nel rispetto delle garanzie dei creditori.

Il ruolo dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC)

Le procedure di sovraindebitamento si svolgono con il coinvolgimento dell’Organismo di Composizione della Crisi, che assiste il debitore nella predisposizione della proposta e svolge funzioni di controllo e attestazione.

L’intervento dell’OCC costituisce un passaggio essenziale per l’accesso agli strumenti previsti dalla normativa.

Considerazioni conclusive

Il Codice della crisi ha riorganizzato in modo organico gli strumenti destinati ai soggetti in stato di sovraindebitamento, prevedendo procedure differenziate in base alla tipologia del debitore e alla natura dell’attività svolta.

La scelta dello strumento più adeguato richiede un’attenta valutazione della situazione patrimoniale, reddituale e delle cause dell’indebitamento, nel rispetto dei requisiti di legge.

Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale.


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