GUIDA AL SOVRAINDEBITAMENTO | 03 Ristrutturazione dei debiti del consumatore: cos'è, chi può accedervi e come funziona?

Tra gli strumenti previsti dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza per le situazioni di sovraindebitamento vi è la ristrutturazione dei debiti del consumatore, disciplinata dagli artt. 67 e seguenti del D.Lgs. 14/2019.
La procedura consente al consumatore sovraindebitato di proporre, tramite l'Organismo di Composizione della Crisi (OCC), un piano per la ristrutturazione dei propri debiti.
Non si tratta, tuttavia, di un meccanismo automatico di cancellazione dell'esposizione debitoria. L'accesso alla procedura e l'omologazione del piano dipendono dalla presenza dei requisiti e delle condizioni stabiliti dalla legge.
Vediamo gli aspetti essenziali.
Chi può accedere alla ristrutturazione dei debiti?
La procedura è destinata al consumatore sovraindebitato.
La nozione di consumatore prevista dal Codice non coincide semplicemente con quella di qualsiasi persona fisica che abbia contratto dei debiti.
Assume rilievo, in particolare, la natura delle obbligazioni e la loro relazione con un'eventuale attività imprenditoriale o professionale.
Per questo motivo, soprattutto quando siano presenti debiti di diversa origine, è necessario ricostruire con precisione come e per quali finalità siano sorte le singole esposizioni.
La semplice titolarità di una partita IVA o lo svolgimento di un'attività professionale non consentono, da soli, di stabilire quale procedura sia applicabile.
Cosa può prevedere il piano?
Il piano può indicare tempi e modalità per il superamento della situazione di sovraindebitamento e può prevedere, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla legge, il soddisfacimento anche parziale e differenziato dei crediti.
Non esiste quindi una percentuale generale di pagamento applicabile a tutti i casi.
La proposta deve essere costruita sulla concreta situazione del debitore, tenendo conto, tra gli altri elementi, di:
redditi ed entrate disponibili;
patrimonio;
composizione dell'esposizione debitoria;
natura dei crediti;
eventuali garanzie;
esigenze del nucleo familiare.
Il piano resta sottoposto alle verifiche previste dal Codice e al controllo del giudice.
È necessario che il consumatore sia “meritevole”?
Nel linguaggio comune si parla spesso di meritevolezza del debitore.
Il Codice individua però specifiche condizioni che impediscono l'accesso alla procedura.
In particolare, assume rilievo l'eventuale determinazione della situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode, oltre alle ulteriori condizioni ostative previste dall'art. 69 CCII.
La situazione deve quindi essere valutata concretamente, anche ricostruendo l'origine e l'evoluzione dell'indebitamento.
I creditori devono approvare il piano?
Una caratteristica importante della ristrutturazione dei debiti del consumatore è che non è prevista una votazione dei creditori per l'approvazione del piano.
Ciò non significa, tuttavia, che i creditori siano esclusi dal procedimento.
Essi possono formulare osservazioni e contestazioni nei termini previsti dalla legge, sulle quali il giudice è chiamato a pronunciarsi nell'ambito del procedimento di omologazione.
La mancanza di una votazione non equivale quindi all'automatica approvazione della proposta.
Qual è il ruolo dell'OCC?
L'Organismo di Composizione della Crisi (OCC) svolge un ruolo centrale nella procedura.
La domanda viene presentata tramite l'OCC, che esercita le funzioni attribuitegli dal Codice, tra cui quelle relative alla predisposizione della relazione e alle verifiche necessarie sulla situazione economica, patrimoniale e debitoria.
Proprio per questo è importante che la documentazione fornita sia quanto più possibile completa e attendibile.
Nel Capitolo 02 della Guida abbiamo esaminato i principali documenti utili alla ricostruzione della situazione debitoria.
È obbligatoria l'assistenza di un avvocato?
Per la presentazione della domanda attraverso l'OCC, il Codice stabilisce che non è necessaria l'assistenza di un difensore.
Le funzioni dell'OCC devono comunque essere tenute distinte dall'eventuale assistenza professionale di cui il debitore scelga di avvalersi.
È una distinzione importante perché l'OCC esercita compiti specificamente attribuiti dalla legge nell'ambito della procedura.
Cosa decide il giudice?
Il giudice verifica la sussistenza delle condizioni previste dalla legge, l'ammissibilità e la fattibilità del piano e decide sulle eventuali contestazioni.
Quando ne ricorrono i presupposti, procede all'omologazione del piano.
Se viene contestata la convenienza della proposta, trovano applicazione gli specifici criteri previsti dal Codice, che prendono in considerazione anche quanto il creditore potrebbe ricevere nell'alternativa liquidatoria.
L'omologazione, quindi, non costituisce un effetto automatico della presentazione della domanda.
Cosa succede se sono già in corso pignoramenti?
La presenza di una procedura esecutiva non significa necessariamente che sia troppo tardi per esaminare una situazione di sovraindebitamento.
Allo stesso tempo, è importante evitare un equivoco frequente: la semplice presentazione della domanda non determina automaticamente la sospensione di ogni pignoramento.
L'art. 70 CCII disciplina le misure che possono essere richieste dal debitore e adottate dal giudice, in presenza dei relativi presupposti, anche rispetto a determinate azioni esecutive e cautelari.
Gli effetti devono quindi essere verificati nella specifica situazione e alla luce del provvedimento adottato dal giudice.
Cosa accade se esiste un mutuo sull'abitazione principale?
La presenza di un mutuo ipotecario sull'abitazione principale richiede una valutazione specifica.
Il Codice contempla, in presenza delle condizioni stabilite dalla legge, la possibilità che il piano preveda la prosecuzione del pagamento delle rate del finanziamento garantito da ipoteca sull'abitazione principale.
Non può quindi essere formulata una regola generale secondo cui l'accesso alla procedura comporti necessariamente la perdita dell'immobile oppure, all'opposto, ne garantisca la conservazione.
Anche questo aspetto dipende dalle caratteristiche della singola situazione e dalla struttura del piano.
Cosa succede dopo l'omologazione?
Con l'omologazione inizia la fase di esecuzione del piano.
Il debitore deve compiere gli atti necessari alla sua attuazione e l'OCC vigila sull'esatto adempimento secondo quanto previsto dal Codice.
L'omologazione non deve quindi essere confusa con un'immediata e indistinta cancellazione di ogni debito.
Il piano deve essere correttamente eseguito e il Codice disciplina anche le conseguenze delle eventuali difficoltà o degli inadempimenti che dovessero verificarsi successivamente.
Ristrutturazione del consumatore: cosa non bisogna dare per scontato
Possiamo riassumere alcuni punti essenziali:
1. Non basta essere una persona fisica. Occorre verificare la qualifica di consumatore rispetto alla situazione debitoria.
2. Non esiste una percentuale di pagamento valida per tutti. Il contenuto del piano dipende dalla situazione concreta e dalle regole previste dal Codice.
3. I creditori non votano il piano, ma possono formulare osservazioni e contestazioni.
4. La presentazione della domanda non blocca automaticamente tutti i pignoramenti.
5. L'omologazione non conclude necessariamente ogni attività: il piano deve essere successivamente eseguito.
Conclusioni
La ristrutturazione dei debiti del consumatore è uno degli strumenti previsti dal Codice della crisi per affrontare determinate situazioni di sovraindebitamento.
La sua applicabilità non può però essere stabilita sulla base del solo ammontare dei debiti.
Occorre verificare la qualifica del debitore, l'origine delle obbligazioni, la situazione reddituale e patrimoniale, le eventuali condizioni ostative e la concreta possibilità di predisporre un piano conforme alla disciplina vigente.
Per questo motivo, come abbiamo visto nei primi capitoli della Guida, la ricostruzione della situazione e della relativa documentazione costituisce un passaggio preliminare essenziale.
Nel prossimo capitolo
GUIDA AL SOVRAINDEBITAMENTO | CAPITOLO 04
Concordato minore: cos'è, chi può accedervi e come funziona?
FAQ
La ristrutturazione dei debiti è riservata soltanto a chi non ha un lavoro?
No. La presenza di un reddito non esclude di per sé la procedura. Redditi, patrimonio, debiti e situazione familiare devono essere considerati complessivamente nella predisposizione e nella valutazione del piano.
È necessario pagare una percentuale minima dei debiti?
Il Codice non stabilisce una percentuale minima generale applicabile indistintamente a ogni ristrutturazione del consumatore. Il piano deve rispettare le condizioni previste dalla legge ed essere valutato nella situazione concreta.
I creditori possono impedire automaticamente l'omologazione?
Non è prevista una votazione dei creditori per approvare il piano. I creditori possono però formulare osservazioni e contestazioni, che vengono considerate nell'ambito del procedimento di omologazione.
Presentando la domanda vengono sospesi automaticamente i pignoramenti?
No. La presentazione della domanda non determina, da sola, un'automatica sospensione generalizzata. Il Codice disciplina specifiche misure che possono essere richieste e adottate dal giudice quando ne ricorrono i presupposti.
Chi ha un mutuo sulla prima casa può accedere alla procedura?
La presenza di un mutuo ipotecario sull'abitazione principale non consente, da sola, né di escludere l'accesso alla procedura né di garantire la conservazione dell'immobile. Il Codice prevede una disciplina specifica che deve essere verificata rispetto alla situazione concreta.
Serve necessariamente un avvocato?
Il Codice stabilisce che per la presentazione della domanda tramite OCC non è necessaria l'assistenza di un difensore. Ciò è distinto dall'eventuale scelta del debitore di avvalersi di assistenza professionale.



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