Money Muling: cos'è, quali rischi comporta e cosa fare se si viene coinvolti

Una proposta di lavoro ricevuta sui social. La richiesta di utilizzare il proprio conto corrente per ricevere un bonifico. Pochi minuti per trasferire il denaro verso un altro conto e una percentuale da trattenere come compenso.
Operazioni apparentemente semplici possono nascondere un fenomeno noto come Money Muling, sempre più rilevante nell'ambito delle frodi online e della criminalità finanziaria.
Nel giugno 2026 anche l'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (UIF) ha dedicato specifica attenzione al fenomeno, evidenziandone la frequente connessione con truffe e frodi agevolate dalla tecnologia. Secondo la UIF, il Money Muling è finalizzato a favorire il transito e quindi il riciclaggio di proventi illeciti attraverso soggetti che mettono a disposizione, consapevolmente o inconsapevolmente, conti, carte di pagamento, wallet o altri strumenti.
Ma cosa significa concretamente essere un Money Mule? E soprattutto: cosa rischia chi riceve e trasferisce denaro senza sapere che proviene da una truffa?
La risposta richiede alcune importanti distinzioni.
Cos'è il Money Muling?
Con l'espressione Money Mule — letteralmente, "mulo di denaro" — si indica generalmente una persona che mette a disposizione il proprio conto o altro strumento di pagamento per ricevere somme provenienti da terzi e successivamente:
le trasferisce verso altri conti;
le preleva in contanti;
le converte o le movimenta attraverso altri strumenti;
ne trattiene eventualmente una parte come compenso.
Lo scopo dell'operazione è frapporre ulteriori passaggi tra il denaro e la sua provenienza, rendendone più difficile la ricostruzione.
Europol descrive il Money Muling come una modalità utilizzata per movimentare proventi derivanti, tra l'altro, da phishing, frodi nell'e-commerce, Business Email Compromise, frodi sentimentali e altre forme di criminalità.
Il punto fondamentale è però un altro: non tutti i Money Mule vengono reclutati nello stesso modo e non tutti hanno necessariamente la stessa consapevolezza di ciò che stanno facendo.
Come vengono reclutati i Money Mule?
Il reclutamento avviene frequentemente online.
Può iniziare con:
una falsa offerta di lavoro;
un messaggio ricevuto tramite WhatsApp o Telegram;
un contatto sui social network;
una proposta di "collaborazione finanziaria";
la promessa di un guadagno facile;
la richiesta di ricevere temporaneamente denaro per conto di qualcun altro.
Europol segnala proprio le false offerte di lavoro, i social network e le applicazioni di messaggistica tra i principali strumenti utilizzati per reclutare Money Mule.
Particolare attenzione meritano le offerte nelle quali l'unica vera attività richiesta consiste nel ricevere denaro sul proprio conto e trasferirlo altrove.
Un esempio pratico
Immaginiamo che una persona venga contattata online con questa proposta:
"Lavoriamo con clienti italiani ma la nostra società è all'estero. Riceverai i pagamenti sul tuo conto. Dovrai trasferirli al nostro ufficio e potrai trattenere il 10%."
Sul conto arrivano 5.000 euro.
La persona trattiene 500 euro e trasferisce gli altri 4.500 secondo le istruzioni ricevute.
Qualche giorno dopo scopre che i 5.000 euro provenivano dal conto di una vittima di phishing.
A questo punto possono sorgere conseguenze molto serie.
Ma non è possibile stabilire la responsabilità penale semplicemente osservando che il denaro è transitato sul conto.
Occorre ricostruire come la persona sia stata reclutata, cosa sapesse, quali indicazioni avesse ricevuto e quali circostanze accompagnassero l'operazione.
Quali reati possono entrare in gioco?
È uno dei punti sui quali occorre maggiore prudenza.
Il Money Muling non costituisce, in quanto tale, una specifica fattispecie denominata "reato di Money Muling" nel Codice penale italiano.
L'espressione descrive un fenomeno operativo.
A seconda della vicenda concreta possono invece assumere rilievo diverse fattispecie penali.
Tra quelle che possono venire in considerazione, ricorrendone tutti i rispettivi presupposti, vi sono:
ricettazione – art. 648 c.p.;
riciclaggio – art. 648-bis c.p.;
impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita – art. 648-ter c.p.;
autoriciclaggio – art. 648-ter.1 c.p., quando ne ricorrano gli specifici presupposti.
La stessa legislazione sulla responsabilità degli enti considera distintamente le fattispecie previste dagli artt. 648, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 c.p.
Possono inoltre venire in rilievo altre ipotesi in relazione alle modalità della frode originaria e al contributo concretamente prestato dal soggetto.
Non è quindi corretto affermare che chiunque faccia transitare sul proprio conto denaro proveniente da un reato sia automaticamente responsabile di riciclaggio.
La qualificazione giuridica richiede l'esame del caso concreto.
Money Mule consapevole e inconsapevole: la distinzione fondamentale
Questo è probabilmente l'aspetto più delicato.
Chi conosce la provenienza illecita
Una prima situazione è quella di chi sa che le somme derivano da attività illecite e mette consapevolmente il proprio conto a disposizione per movimentarle.
In questa ipotesi il contributo volontariamente prestato può assumere rilevanza penale, ma la precisa qualificazione dipenderà dalle modalità della condotta e dal rapporto del soggetto con il reato dal quale provengono le somme.
Chi comprende che qualcosa non torna
Più complessa è la posizione di chi non riceve una confessione esplicita circa l'origine criminale del denaro, ma opera in presenza di circostanze fortemente anomale.
Ad esempio:
compensi elevati per semplicissimi bonifici;
utilizzo del proprio conto personale senza una ragione economica comprensibile;
richiesta di trasferire immediatamente le somme ricevute;
utilizzo di numerosi IBAN;
richiesta di prelevare denaro in contanti;
interlocutori di cui non è verificabile l'identità;
causali generiche o incoerenti.
Sono elementi che devono essere valutati complessivamente e che possono assumere rilievo nella ricostruzione dell'elemento soggettivo.
La UIF individua, tra gli indici caratteristici del fenomeno, proprio la rapidità tra accrediti e addebiti, il frazionamento delle operazioni, trasferimenti con soggetti privi di relazioni note, causali generiche e movimentazioni anche verso l'estero. Precisa tuttavia che il semplice azzeramento del saldo non costituisce, da solo, sintomo di Money Muling.
Questa precisazione è importante: nessun singolo elemento consente automaticamente di qualificare una condotta.
E chi viene realmente ingannato?
Esiste poi il caso di chi ritiene genuinamente di svolgere un'attività lecita.
Si pensi alla persona che risponde a una falsa offerta di lavoro costruita professionalmente, riceve documentazione apparentemente autentica e viene indotta a utilizzare il proprio conto nell'ambito di quella che ritiene un'attività regolare.
La UIF riconosce espressamente che i rapporti e gli strumenti di pagamento possono essere messi a disposizione anche inconsapevolmente.
Questo non significa che l'affermazione:
"Non sapevo nulla"
sia, da sola, sufficiente a risolvere ogni questione.
Significa però che consapevolezza, volontà e concreta rappresentazione dell'origine delle somme devono essere accertate, secondo i requisiti della fattispecie penale eventualmente contestata.
La distinzione può diventare decisiva.
“Non sapevo che il denaro fosse illecito”: basta per escludere la responsabilità?
Non esiste una risposta valida per ogni caso.
L'autorità giudiziaria può ricostruire l'elemento soggettivo anche sulla base delle circostanze concrete.
Potranno quindi assumere rilievo, ad esempio:
i messaggi intercorsi;
la natura della proposta ricevuta;
il compenso promesso;
il numero delle operazioni effettuate;
la durata del rapporto;
le causali utilizzate;
le modalità con cui venivano impartite le istruzioni;
l'eventuale richiesta di utilizzare più conti o carte;
ciò che il soggetto ha fatto dopo aver scoperto l'origine sospetta delle somme.
Per questo motivo è essenziale non cancellare conversazioni, email o documenti quando ci si accorge di essere stati coinvolti in un'operazione sospetta.
Potrebbero essere elementi importanti per ricostruire quanto effettivamente accaduto.
Cosa può succedere al conto corrente?
Le conseguenze non riguardano necessariamente soltanto il procedimento penale.
Operazioni anomale possono attirare l'attenzione dell'intermediario finanziario nell'ambito dei sistemi di controllo e prevenzione del riciclaggio.
La comunicazione UIF del giugno 2026 dedica infatti specifica attenzione ai rapporti utilizzati per il Money Muling e agli elementi che possono caratterizzarne l'operatività.
È quindi possibile che il titolare si trovi a dover fornire chiarimenti sulla provenienza e sulla destinazione delle somme.
Le conseguenze concrete sul rapporto bancario dipenderanno tuttavia dalle circostanze, dalle valutazioni dell'intermediario e dalla disciplina applicabile: non è corretto affermare che un conto venga automaticamente chiuso o bloccato in ogni caso di sospetto Money Muling.
Cosa fare se arriva sul conto un bonifico inatteso?
Ricevere una somma sconosciuta non significa automaticamente essere coinvolti in un'attività criminale.
La prima regola, tuttavia, è non utilizzare autonomamente il denaro.
È particolarmente importante diffidare di chi, subito dopo l'accredito, contatti il destinatario chiedendo:
"Ti ho fatto un bonifico per errore. Rimandamelo su questo altro IBAN."
In una situazione anomala è prudente:
non spendere le somme;
non trasferirle verso coordinate comunicate informalmente da sconosciuti;
contattare la propria banca attraverso i canali ufficiali;
conservare le comunicazioni ricevute;
verificare la situazione prima di effettuare ulteriori operazioni.
Cosa fare se ci si accorge di essere stati utilizzati come Money Mule?
La tempestività può essere importante.
Europol raccomanda, a chi sospetti di essere coinvolto in uno schema di Money Muling, di interrompere immediatamente i trasferimenti, informare la banca o il prestatore di servizi di pagamento e rivolgersi alle autorità di polizia.
Sul piano pratico è inoltre opportuno conservare:
screenshot delle conversazioni;
email;
numeri telefonici;
nomi utilizzati dagli interlocutori;
annunci di lavoro;
IBAN;
ricevute dei bonifici;
estratti conto;
eventuali contratti o documenti ricevuti;
indirizzi di wallet o informazioni relative a cripto-attività.
Cancellare le conversazioni per paura di essere coinvolti può rendere più difficile ricostruire la propria posizione.
Come riconoscere una possibile proposta di Money Muling?
Alcuni segnali dovrebbero indurre particolare cautela.
“Guadagni facili” per movimentare denaro
Ricevere una percentuale soltanto per far transitare denaro sul proprio conto non costituisce una normale modalità di collaborazione professionale.
Utilizzo obbligatorio del proprio conto personale
Una presunta azienda chiede di utilizzare il conto del lavoratore per ricevere pagamenti dei clienti.
È un'anomalia significativa.
Trasferimenti immediati
Il denaro arriva e deve essere trasferito altrove entro pochi minuti o poche ore.
Richiesta di acquistare criptovalute
Il soggetto riceve euro e viene incaricato di convertirli in cripto-attività e trasferirli verso un wallet indicato da terzi.
La UIF segnala espressamente, nell'ambito delle frodi tecnologiche e delle successive movimentazioni, anche l'utilizzo di cripto-attività e crypto-ATM.
Rapporti esclusivamente via chat
L'interlocutore evita telefonate, videoconferenze, incontri o qualsiasi verifica della propria identità.
Compenso sproporzionato
Viene promesso un guadagno significativo per un'attività che richiede pochi minuti e nessuna competenza particolare.
Europol indica proprio false offerte di lavoro, promesse di facile guadagno e richieste di movimentare denaro attraverso il proprio conto tra i principali segnali di allarme.
Il Money Muling e le vittime delle truffe online
È importante ricordare che dietro il denaro movimentato può esserci un'altra persona che ha subito una frode.
Le somme possono provenire, ad esempio, da:
phishing;
accessi abusivi ai servizi bancari;
frodi negli acquisti online;
truffe sentimentali;
compromissione di comunicazioni aziendali;
altre frodi informatiche.
Europol riferisce che oltre il 90% delle transazioni di Money Mule individuate nell'ambito delle European Money Mule Actions è collegato al cybercrime.
Il conto del Money Mule rappresenta così un passaggio intermedio nella movimentazione delle somme.
Perché prestare il proprio conto è rischioso
Il proprio conto corrente, la carta di pagamento e il wallet non dovrebbero essere considerati strumenti da mettere liberamente a disposizione di terzi.
Anche quando la proposta viene presentata come una semplice opportunità di guadagno, il titolare può trovarsi coinvolto nella ricostruzione di operazioni finanziarie derivanti da una frode.
È quindi opportuno diffidare di qualsiasi soggetto sconosciuto che chieda:
“Faccio arrivare dei soldi sul tuo conto, tu me li giri e trattieni una percentuale.”
Prima di accettare un'operazione di questo tipo è necessario comprenderne provenienza, finalità e soggetti coinvolti.
Conclusioni
Il Money Muling rappresenta uno dei fenomeni attraverso i quali somme provenienti da frodi e altri illeciti vengono trasferite attraverso conti, carte e strumenti di pagamento intestati a soggetti diversi dagli autori del reato originario.
La diffusione delle frodi online e dei sistemi di pagamento digitali ha reso il fenomeno particolarmente rilevante: nel giugno 2026 la UIF italiana gli ha dedicato una specifica sezione della propria comunicazione sulle frodi agevolate dalla tecnologia.
Dal punto di vista giuridico, però, occorre evitare automatismi.
Il Money Muling descrive un fenomeno, non una singola fattispecie penale.
La responsabilità della persona attraverso il cui conto sono transitate le somme deve essere valutata considerando la condotta effettivamente posta in essere, l'origine del denaro, il rapporto con il reato presupposto e l'elemento soggettivo richiesto dalla fattispecie eventualmente contestata.
Quando ci si accorge di essere stati coinvolti in operazioni sospette, è importante interrompere ulteriori trasferimenti, conservare la documentazione, informare tempestivamente l'intermediario e valutare le iniziative appropriate alla situazione concreta.
FAQ
1. Che cos'è un Money Mule?
È il soggetto che mette a disposizione il proprio conto, carta, wallet o altro strumento per ricevere e successivamente movimentare denaro per conto di terzi, nell'ambito di operazioni che possono essere collegate alla provenienza illecita delle somme.
2. Il Money Muling è un reato specifico?
Nel Codice penale italiano non esiste una fattispecie autonomamente denominata "Money Muling". A seconda della condotta concreta possono però venire in considerazione diversi reati, tra cui, ricorrendone i presupposti, ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita o autoriciclaggio.
3. Posso essere responsabile anche se non ho partecipato alla truffa?
La mancata partecipazione al reato dal quale provengono le somme non esclude automaticamente ogni possibile responsabilità per le condotte successive. Occorre tuttavia verificare quale fattispecie sia configurabile e quale elemento soggettivo essa richieda.
4. E se non sapevo che il denaro provenisse da una truffa?
La risposta dipende dalle circostanze concrete e dal reato ipotizzato. La consapevolezza non può essere presunta semplicemente perché il denaro è transitato sul conto; allo stesso tempo, l'affermazione di non conoscere l'origine delle somme deve essere valutata insieme alle modalità dell'operazione e agli altri elementi disponibili.
5. Cosa devo fare se ricevo un bonifico da uno sconosciuto?
È prudente non utilizzare né trasferire autonomamente le somme e contattare immediatamente la propria banca attraverso i canali ufficiali. Se emergono elementi che fanno sospettare una frode, può essere opportuno rivolgersi anche alle autorità competenti.
6. Posso restituire direttamente il denaro a chi mi contatta?
È preferibile non effettuare trasferimenti verso coordinate bancarie comunicate informalmente da uno sconosciuto senza aver prima verificato la situazione con il proprio intermediario. Il conto indicato per la "restituzione" potrebbe infatti non coincidere con quello dal quale provengono effettivamente le somme.
7. Una falsa offerta di lavoro può essere utilizzata per reclutare Money Mule?
Sì. Le autorità europee segnalano le false offerte di lavoro, i social network e le applicazioni di messaggistica tra le modalità ricorrenti di reclutamento.
8. Cosa devo conservare se penso di essere stato coinvolto?
Conversazioni, email, annunci, documenti ricevuti, numeri telefonici, coordinate bancarie, ricevute delle operazioni ed estratti conto possono essere utili per ricostruire la vicenda. È opportuno evitare di cancellare la documentazione.


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