Pignoramento del conto corrente: cosa succede davvero ai soldi sul conto
- Studio Legale

- 25 mag
- Tempo di lettura: 6 min
Ricevere la notifica di un pignoramento del conto corrente è una delle situazioni più disorientanti che una persona possa affrontare. In poche ore il conto può risultare bloccato, i pagamenti respinti, le utenze a rischio.
Eppure non tutto ciò che è sul conto è automaticamente pignorabile. La legge prevede limiti precisi, distinzioni importanti e tutele concrete che molti debitori non conoscono — e che, se non fatte valere in tempo, si perdono.
1. Come funziona tecnicamente il pignoramento del conto corrente
Il pignoramento presso terzi (art. 543 c.p.c.) è la procedura con cui il creditore, munito di titolo esecutivo (decreto ingiuntivo, sentenza, cartella esattoriale), notifica un atto di pignoramento direttamente alla banca — che diventa il "terzo pignorato".
La banca, ricevuta la notifica, è obbligata a:
bloccare le somme presenti sul conto fino a concorrenza del credito pignorato
dichiarare al Tribunale l'entità delle somme disponibili
trattenerle fino all'udienza di assegnazione
Il debitore, da quel momento, non può disporre liberamente delle somme bloccate.
2. Esempio pratico: cosa succede concretamente
Mario ha un conto corrente con 3.200 euro di saldo. Riceve la notifica di un pignoramento per un debito di 5.000 euro.
La banca blocca immediatamente i 3.200 euro disponibili. Mario non può prelevare, fare bonifici, pagare con la carta. I pagamenti automatici (rata del mutuo, utenze) vengono respinti.
All'udienza di assegnazione, il giudice dispone l'assegnazione delle somme al creditore. Se il credito non è coperto interamente, il pignoramento rimane attivo: ogni nuovo accredito sarà bloccato fino a soddisfazione del debito.
Ma attenzione: se su quel conto confluiscono stipendio o pensione, la situazione è radicalmente diversa. Non tutto può essere pignorato.
3. Stipendio già accreditato e stipendio futuro: una distinzione fondamentale
Questa è la distinzione che più frequentemente non viene conosciuta dal debitore — con conseguenze economiche gravissime.
Stipendio futuro (non ancora accreditato)
Lo stipendio non ancora accreditato sul conto è pignorabile solo nei limiti di un quinto del netto (art. 545, comma 4, c.p.c.). Il pignoramento deve essere notificato anche al datore di lavoro, che è tenuto a trattenere e versare al creditore quella quota mensile.
Stipendio già accreditato sul conto
Una volta che lo stipendio è accreditato sul conto corrente, la protezione cambia — ma non scompare.
La legge (art. 545, comma 7 e 8, c.p.c., come modificato dal D.L. 83/2015) distingue due ipotesi:
Se il conto contiene solo lo stipendio dell'ultimo accredito: è pignorabile solo la quota eccedente il triplo dell'assegno sociale (nel 2025 pari a circa 1.603 euro). Quindi, se sul conto ci sono 1.400 euro di stipendio appena accreditato, non è pignorabile nulla.
Se il conto contiene somme relative ad accrediti precedenti (risparmi): la protezione del triplo dell'assegno sociale si applica solo all'ultimo accredito. Le somme precedentemente accumulate sono pignorabili integralmente, come qualsiasi deposito bancario.
Elemento critico: la banca spesso non distingue automaticamente queste componenti. È onere del debitore — tramite il proprio difensore — far valere la protezione con opposizione tempestiva.
4. Il conto corrente cointestato
Il conto cointestato è uno degli ambiti più delicati del pignoramento.
La regola generale, consolidata in giurisprudenza (Cass. civ. sez. III, n. 9418/2019), è che le somme sul conto cointestato si presumono appartenere in parti uguali ai cointestatari, salvo prova contraria.
Conseguenze pratiche:
il creditore di uno solo dei cointestatari può pignorare solo la quota del debitore, presuntivamente pari al 50%
l'altro cointestatario può intervenire in giudizio per dimostrare che la sua quota è superiore (ad esempio perché è lui l'unico che ha versato sul conto)
il conto viene comunque bloccato integralmente in attesa della dichiarazione del terzo e dell'udienza
Attenzione pratica: aprire un conto cointestato con il coniuge o un familiare per "proteggere" le somme dopo aver ricevuto la notifica di un atto esecutivo può configurare ipotesi di atti in frode ai creditori. Le operazioni compiute in prossimità del pignoramento sono oggetto di esame da parte del giudice.
5. I limiti di impignorabilità: cosa non può essere toccato
La legge prevede alcune somme assolutamente impignorabili, indipendentemente dalla loro presenza sul conto:
Pensione di invalidità civile e assegni assistenziali Gli assegni di invalidità civile, le pensioni di invalidità e i trattamenti assistenziali erogati dall'INPS sono impignorabili in via assoluta (art. 545, comma 1, c.p.c.).
Assegno sociale Impignorabile in via assoluta.
Sussidi di povertà e misure di sostegno al reddito Le somme erogate a titolo di Reddito di cittadinanza (ora Assegno di inclusione) o altre misure di sostegno sono impignorabili, fatte salve le procedure di recupero da parte degli enti erogatori.
Somme dovute a titolo di risarcimento per danni fisici Impignorabili, salvo che per debiti alimentari.
Problema concreto: queste somme, una volta accreditate su un conto ordinario e mescolate ad altre disponibilità, diventano difficili da distinguere. La tracciabilità degli accrediti è essenziale per far valere le tutele.
6. Cosa fare subito dopo aver ricevuto la notifica
Il tempo è la variabile più critica. Ogni ora che passa può ridurre le possibilità di tutela.
Primo passo — Non prelevare e non spostare somme Qualsiasi movimentazione compiuta dopo la notifica può essere contestata e, nei casi più gravi, rilevante penalmente. Prima di toccare il conto, è necessaria una valutazione legale.
Secondo passo — Verificare il titolo esecutivo Il pignoramento si basa su un titolo: decreto ingiuntivo, sentenza, cartella esattoriale. Ognuno di questi ha specifiche possibilità di opposizione, con termini diversi. Un decreto ingiuntivo non opposto nei 40 giorni dalla notifica diventa definitivo. Ma se non è stato regolarmente notificato, i termini non sono mai decorsi.
Terzo passo — Verificare le somme sul conto e la loro origine Ricostruire con precisione gli accrediti presenti: stipendio, pensione, altri trasferimenti. Questa ricostruzione è la base per far valere i limiti di impignorabilità.
Quarto passo — Valutare l'opposizione all'esecuzione L'opposizione ex art. 615 c.p.c. può sospendere la procedura esecutiva se sussistono le condizioni. Va presentata tempestivamente, con ricorso al giudice dell'esecuzione.
7. Gli errori più comuni da evitare
Attendere che "si risolva da solo" Il pignoramento non si estingue automaticamente. Senza un'azione difensiva, le somme vengono assegnate al creditore all'udienza di assegnazione.
Prelevare tutto prima della notifica formale Se il debitore è già a conoscenza del debito e svuota il conto prima della notifica, l'operazione può essere revocata dal creditore con azione revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.) o, nei casi più gravi, rilevare penalmente.
Aprire un nuovo conto senza strategia Aprire un altro conto non risolve il problema se il creditore pignorerà anche quello. È necessario valutare le opzioni con una strategia complessiva.
Non far valere i limiti di impignorabilità La banca non ha l'obbligo di applicare automaticamente i limiti di tutela dello stipendio o della pensione. Se il debitore non agisce, le somme vengono bloccate integralmente.
Ignorare il termine per l'opposizione al titolo Se il titolo esecutivo presenta vizi (ad esempio una notifica irregolare del decreto ingiuntivo), l'opposizione deve essere proposta entro termini precisi. Lasciarli decorrere significa perdere una tutela potenzialmente risolutiva.
Conclusioni operative
Il pignoramento del conto corrente è una procedura con regole precise e tutele reali per il debitore — ma queste tutele non si attivano automaticamente. Devono essere fatte valere, nei tempi e nei modi corretti, con l'assistenza di un difensore.
Se hai ricevuto la notifica di un pignoramento o temi di riceverla, il primo passo è una valutazione accurata della situazione: il titolo esecutivo, le somme sul conto, la loro origine, i termini ancora disponibili per agire.
FAQ
1. Quanto tempo ha la banca per bloccare il conto dopo la notifica del pignoramento?
La banca è tenuta a bloccare le somme immediatamente, già dal giorno della notifica dell'atto di pignoramento. Non esistono giorni di grazia: il blocco è contestuale alla ricezione dell'atto.
2. Posso continuare a usare il conto per i pagamenti quotidiani?
No, non per le somme bloccate. Se il saldo è superiore all'importo pignorato, le somme eccedenti restano disponibili. Se il conto è bloccato integralmente, è necessario agire legalmente per sbloccare almeno la quota impignorabile.
3. Il pignoramento si estende ai conti che apro dopo?
Il pignoramento notificato alla banca riguarda anche le somme che affluiranno successivamente, fino a soddisfazione del credito. Il creditore può notificare il pignoramento a più istituti bancari.
4. Se il conto è in rosso, può comunque essere pignorato?
No. Il pignoramento può colpire solo le somme effettivamente presenti. Un conto in rosso non ha somme pignorابili. Tuttavia, se il debitore ha altri rapporti con la stessa banca (depositi, dossier titoli), questi possono essere oggetto di pignoramento separato.
5. Ho sul conto solo la pensione di invalidità. Può essere pignorata?
La pensione di invalidità civile è impignorabile in via assoluta. Tuttavia, è necessario che questa origine sia documentabile e che le somme non siano mescolate con altri accrediti in modo non tracciabile. In caso di blocco, è possibile agire immediatamente per la liberazione delle somme.
6. Cosa succede se non mi presento all'udienza di assegnazione?
L'assenza del debitore non sospende né invalida la procedura. Il giudice dispone ugualmente l'assegnazione delle somme al creditore. È quindi essenziale essere rappresentati in udienza da un difensore.
7. Il mio datore di lavoro viene informato del pignoramento sul conto?
Il pignoramento del conto corrente è notificato solo alla banca, non al datore di lavoro. Il datore di lavoro viene invece coinvolto solo se il creditore notifica separatamente un pignoramento presso il terzo datore di lavoro per trattenere la quota dello stipendio alla fonte.
Hai ricevuto un atto di pignoramento?
I termini per agire sono brevi. Prima si analizza la situazione, più opzioni restano disponibili.

Il pignoramento del conto corrente non consente automaticamente alla banca di bloccare qualsiasi somma: la legge prevede limiti e tutele specifiche.



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