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Il recupero del credito nei confronti di un’azienda insolvente

  • Immagine del redattore: Studio Legale
    Studio Legale
  • 10 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Nel contesto economico attuale, il problema dell’insolvenza delle imprese è sempre più frequente e coinvolge fornitori, professionisti e privati che vantano crediti non soddisfatti. Comprendere quali strumenti l’ordinamento mette a disposizione del creditore è essenziale per valutare correttamente le possibilità di tutela del proprio diritto.

Il recupero del credito nei confronti di un’azienda insolvente richiede un’analisi attenta della situazione patrimoniale del debitore e delle procedure previste dalla legge.

Che cosa si intende per azienda insolvente

In termini generali, si parla di insolvenza quando un’impresa non è più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. L’insolvenza può manifestarsi in forme diverse:

  • mancato pagamento reiterato dei debiti;

  • carenza di liquidità;

  • esposizione debitoria superiore alle risorse disponibili.

Non ogni ritardo nel pagamento equivale automaticamente a insolvenza, ma può costituire un indice rilevante da valutare nel caso concreto.

Il credito e la posizione del creditore

Ai fini del recupero, è fondamentale che il credito presenti determinati requisiti, come la certezza, liquidità ed esigibilità, secondo i principi generali del diritto civile.

La posizione del creditore varia sensibilmente a seconda che:

  • il credito sia assistito o meno da un titolo esecutivo;

  • il debitore disponga ancora di beni o crediti aggredibili;

  • siano in corso o meno procedure concorsuali.

Gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento

L’ordinamento prevede diversi strumenti per la tutela del credito, che possono essere utilizzati in modo progressivo e coerente con la situazione concreta.

La diffida e la fase stragiudiziale

In una prima fase, l’invio di una diffida può rappresentare un passaggio utile per formalizzare la pretesa creditoria e interrompere la prescrizione, pur senza garantire l’adempimento.

Il titolo esecutivo e l’azione esecutiva

Quando il credito è accertato mediante titolo esecutivo (ad esempio decreto ingiuntivo o sentenza), il creditore può valutare il ricorso all’esecuzione forzata.

Tuttavia, in presenza di un’azienda insolvente, la difficoltà principale consiste nell’individuazione di beni utilmente pignorabili.

Il pignoramento presso terzi e l’art. 492-bis c.p.c.

Un importante strumento introdotto dal legislatore è la ricerca telematica dei beni da pignorare, disciplinata dall’art. 492-bis del Codice di procedura civile.

Questa norma consente, previa autorizzazione del Presidente del Tribunale, di accedere a determinate banche dati pubbliche al fine di individuare:

  • rapporti bancari;

  • crediti verso terzi;

  • rapporti di lavoro;

  • altri elementi utili all’esecuzione.

Il pignoramento presso terzi può risultare particolarmente rilevante nei confronti di aziende che, pur insolventi, continuano ad avere rapporti economici con clienti, fornitori o istituti di credito.

Resta fermo che l’efficacia dell’azione esecutiva dipende sempre dalla reale esistenza di beni o crediti aggredibili.

I limiti del recupero in caso di insolvenza

È importante evidenziare che il recupero del credito non è mai garantito.

Tra i principali limiti si segnalano:

  • l’assenza di beni o crediti utilmente pignorabili;

  • la presenza di altri creditori concorrenti;

  • l’eventuale apertura di procedure concorsuali, che incidono sulle iniziative individuali.

In tali ipotesi, il soddisfacimento del credito può risultare parziale o, in alcuni casi, non realizzabile.

La valutazione del caso concreto

Ogni situazione di insolvenza presenta caratteristiche proprie.

La valutazione preliminare dello stato patrimoniale del debitore e delle prospettive di recupero è un passaggio essenziale per comprendere se e in che misura gli strumenti previsti dall’ordinamento possano risultare efficaci.

Conclusioni

Il recupero del credito nei confronti di un’azienda insolvente è un tema complesso che richiede la conoscenza delle regole civilistiche e processuali applicabili

.L’art. 492-bis c.p.c. rappresenta un’importante evoluzione degli strumenti di tutela del creditore, ma non elimina i limiti strutturali connessi all’insolvenza del debitore.

Una corretta informazione consente di affrontare il problema con maggiore consapevolezza, valutando in modo realistico le possibilità offerte dall’ordinamento.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale.


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